"That's the whole trouble. You can't ever find a place that's nice and peaceful, because there isn't any. You may think there is, but once you get there, when you're not looking, somebody'll sneak up and write "Fuck you" right under your nose."
J.D. Salinger

martedì 31 maggio 2011

Que Sera Sera

Una calda, immobile sera di maggio. Una piazza mangiata dai tavolini dei bar. Persone con la propria età, la propria vita, il proprio bicchiere e i propri discorsi ovunque. Musica da radio e musicisti di strada mescolati alle voci come un negroni sbagliato. Potente e confuso.
Due ragazze poco più che ventenni siedono, cercando le domande giuste o le risposte sbagliate.
Il posacenere al centro è pieno, i bicchieri di birra no. E' andata giù velocemente, come velocemente si impara a buttar giù di tutto. Il mondo è una giungla.
"Voltaire diceva che bisognerebbe giudicare le persone per le domande che si fanno, piuttosto che per le risposte che si danno".
E quindi? Boh.
Due ragazzi ubriachi al tavolo di fianco. Però, carino quello. Si girano, parlano con la lingua inceppata dall'alcol, chiedono una sigaretta. La libido scompare. Passa un venditore di rose. I due giovani vicini bevitori ci regalano due rose. Tornano ai loro discorsi. Noi torniamo ai nostri: "appunto".
"Ma siamo noi o sono loro?".
Eh, chi lo sa qual è il problema. Ma mi sa che a Voltaire questa domanda non sarebbe piaciuta tanto. Il fondo del bicchiere non dà risposte. Ma almeno è una cosa che ho iniziato e che ho finito, e nessuno può recriminare su questo. Il bicchiere se ne sta. La birra se ne andrà a breve dal mio organismo. Solo il portafoglio ne risentirà realmente, ma a lui non do mai molto ascolto.
Passano quattro ore. O passano due birre. O passano due ragazzi. O passano due anni di discorsi e siamo qui. Un grosso enorme punto interrogativo.
Cosa farò della mia vita? Cosa VOGLIO fare? Voglio un ragazzo? Voglio un lavoro? Voglio laurearmi?
Passa un amico e si ferma. "Tutto bene, ora lavoro. E' pesante, ma almeno ho un po' di soldi da parte. Così posso uscire al week end."
Toglietemi tutti i week end della vita, ma non datemi come metro della mia esistenza quanti soldi o quanto tempo il lavoro che faccio mi dà per uscire al week end.
Mi incammino con la rosa in mano, e con un vago senso di determinazione.
Non è questo il giorno delle rose. I passi rimbombano nel vicolo semi buio, o semi illuminato.
Dietro, i petali di rosa al suolo.


Soundtrack: " Que Sera Sera" - Doris Day

domenica 15 maggio 2011

Are You Experienced?



Basta pensare. Inutile cercare risposte, meglio dimenticare le domande. O affidarci alla roulette russa. si - no, si - no, si - no. Non ci sono certezze, né cose su cui valga la pena fare affidamento. Nessun destino, nessun dio, nessun santone. Caso e probabilità. Azione e reazione.

Il pensiero a priori è pura speculazione, e quello a posteriori sono seghe mentali.

Verrà il momento dei bilanci e della comprensione. Ma non è questo il giorno.

Questo è il giorno dell'esperienza.



Soundtrack: "Are You Experienced?" - Jimi Hendrix

sabato 7 maggio 2011

Police On My Back

Un sospiro di stanchezza scende verso il suolo, scontrandosi a metà strada con l'alito rovente dell'asfalto. Sono gli occhi che non riescono a mettere più a fuoco o è il mondo intorno che si sta lentamente sciogliendo, sotto i colpi impietosi del sole. Tutto è caldo, sudato, stanco. C'è rabbia e c'è paura, appiccicate addosso come un tatuaggio scomodo. Pizzica, fa tremare. Non te le togli di dosso.
Ci sono ragazzine di quindici anni sedute a terra, con gli occhi rossi e le braccia martoriate dai manganelli. Ci sono gruppi più adulti che parlottano incazzati. C'è un carrozzone che ogni volta ripete la sua triste litania, coi suoi cori, i suoi fumogeni e i suoi manganelli. Senza trovare la via per la rivolta. Figurarsi per la rivoluzione.
Genova ha rivissuto per pochi minuti qualcosa che pareva avesse dimenticato. L'odore della paura, i segni dell'odio.
Solo pochi minuti, e tutto finisce.
Anche stavolta.
Ciao signor reparto celere, ci si vede al prossimo giro di giostra.
Non si sa mai, che prima o poi saremo noi alle vostre spalle..
Non si sa mai..


Soundtrack: "Police on my back" - The Clash

lunedì 2 maggio 2011

Tenor Madness

EDIZIONE STRAORDINARIA DEL COMPENDIO DI CAZZATE&OSCENITA' DI VITA ORDINARIA:

Dio è morto, Marx è morto, il romanticismo è morto, e neanche io mi sento tanto bene.

Fatico a raccogliere i miei pensieri in qualcosa di concreto. Che sia un'azione fisica o meramente intellettuale. Illuminazioni, mi arrivano puntuali sotto la doccia, poco prima di addormentarmi o mentre sto cagando. Insomma, in momenti poco opportuni per passare all'azione.
E dopo tendo (molto opportunamente) a dimenticarmene. Ciao Dio Alienazione. Uscirne è possibile.
Ne sono successe cose.
Vivo praticamente nel sindacato dove lavoro. E per lavoro chiaramente intendo lavoro-pratico-politico-non-retribuito. Maturazione politica? Ce l'ho. Costanza? La sto maturando. Pazienza? La strada è ancora lunga. Obiettivi? Ridimensioniamo ridimensioniamo..
Ho interrotto una lunga astinenza sessuale, cercando più che l'orgasmo un po' di contatto umano. Tornando tutte le volte sconfitta. Su tutti i fronti.
Strana cosa il contatto umano. Ho ancora difficoltà a capire cosa sia. Ho sempre pensato fosse una cosa molto più concreta e reale del concetto di "amore". Ripudio il concetto di amore come ripudio l'ananas sulla pizza. E' un fottutissimo nonsenso. Ora come ora mi accontenterei di una scopata anonima e protetta, "ciao, è stato un piacere non-mi-ricordo-come-ti-chiami, magari ci si sente ma-non-ti-lascio-il-numero". Lasciamo perdere il contatto umano, qualsiasi cosa strana sia.
E allora buttiamoci sul lavoro!
Ecco. Ad avercelo. Ho portato il curriculum al MacDonald.
Dio è morto, Marx è morto, il romanticismo è morto..
e io ascolto Trane.

p.s.: sì. tutto a posto. e niente in ordine.

Soundtrack: "Tenor Madness" - John Coltrane

martedì 4 gennaio 2011

C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

"Il bello è che scrivere non serve a nulla di ciò che uno vuole. Scrivere è un limite, un dolore, un difetto in più. Il bello è che dopo averlo fatto stai malissimo. Niente è cambiato, tutto rimane al suo posto (tranne i tuoi fottuti capelli), Pelè non torna in campo. Il brutto è che scrivi e Pambelé va al tappeto steso da un gringo, un gringo maledetto che è stato dentro per avere picchiato sua madre. Il brutto è che Pambelé non è la madre del gringo e - per quanto tu scriva - rimane al tappeto. Il bello è che scrivi a continui a sognare la moglie del vicino, sogni di afferrarla per le orecchie e darle una bella ripassata. Il brutto è che scrivere non ti guarisce dagli impulsi assassini, che rapinare un supermercato rimane il tuo obiettivo impossibile. Il brutto è che desideri ancora un amore indimenticabile. Il bello è che scrivere è un altro modo di cagare e masturbarsi. Il brutto è che leggi i grandi autori ma solo Bukowski ti rimane. Il brutto è che un giorno la ragazza carina viene a sapere che scrivi e lo stesso non si lascia scopare a morte. Il brutto è che scrivere serve a tutto quello che tu non vuoi."


In mancanza di parole mie, tratto dal libro: "C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo", di Efraim Medina Reyes.

sabato 1 gennaio 2011

Sitting on the dock of the bay

E' la notte del 31. Spaccata la mezzanotte, scivola champagne giù per la gola, guadagnamo il balcone della mansarda correndo di frenesia. Si vede tutta la piana del Sele, e i fuochi d'artificio di non so neanche quante cittadine. Ridiamo e facciamo "ooooh" come dei bambini, io in mezzo ai due amici più vecchi e cari che ho. Guardo il fumo che si alza nel cielo, i fuochi di tutti i colori..
"caro 2010. è stato bello viverti. m'hai dato cose belle e cose brutte, ma ti voglio ringraziare perchè tutto quello che m'hai dato, bello o brutto che fosse, è stato forte come una scarica elettrica. e non sono ancora così triste da rimpiangerlo. grazie per avermi fatto incontrare lui, nonostante tutto. nonostante stanotte ricorra l'anniversario della nostra prima scopata (e sì, mi piacerebbe usare un termine più romantico, ma a dire il vero non c'è stato romanticismo). e lui non si è fatto sentire."
Guardo fisso le stelle rosse e faccio esplodere i ricordi insieme ai botti di capodanno. Ce l'ho fatta. Anno nuovo, vita nuova. Non ci penserò più.
Venti minuti dopo sono dentro, davanti al camino, fumando e dondolando in maniera convulsa e pensando a lui. Fortuna che non dovevo pensarci più! Beh pazienza, Roma non s'è costruita in un giorno solo. Ho tutto un anno per tener fede alla mia promessa.
Mentre cerco di dare un senso alla mia vita, magari. E dire che ho iniziato ad odiare anche questo blog. Per i brutti ricordi. Perchè ho paura di scriverci qualsiasi cosa. Perchè mi renderei conto che mi sto lamentando ma non sto facendo niente. Perchè scrivere mi da un senso di assoluzione intellettuale verso tutti e verso me stessa.
La verità è che questo è un momento cruciale. E io mi sto perdendo in un bicchiere d'acqua. E pure sgasata. Amen.
Tanti auguri comunque gente. Spero che il 2011 vi vada alla grande. Spero che ricordiate sempre chi siete per voi, perchè alla fine dei conti, e alla fine della giornata, quello che conta è riconoscersi allo specchio. E non starsi troppo sul culo, possibilmente!

"Look like nothing's gonna change
Everything still remains the same
I can't do what ten people tell me to do
So I guess I'll remain the same"

Soundtrack: "Sitting on the dock of the bay" - Otis Redding

martedì 7 dicembre 2010

I've got you under my skin

Al palazzo c'è un incontro tra i rappresentanti degli studenti borsisti, il direttore dell'Azienda che dispensa i benefici scolastici e l'assessore della Regione. Fuori siamo venti rincoglioniti con striscioni inneggianti ad improbabili diritti sanciti da una fantomatica Costituzione. Ma quali diritti.
In due compagni ci allontaniamo mestamente, un po' abbattuti nonostante l'enorme esperienza maturata in anni di sconfitte. Un altro muro non abbattuto, ma la testa non ce l'ha spaccata, quindi si va avanti. Arriviamo in sede, qualche email e il tempo di leggere sul Giornale che siamo praticamente dei terroristi, e mi avvio per andare a prendere l'appuntamento. Dal tatuatore.
Dopo quasi un anno passato a tergiversare, sono pronta a fare il primo passo verso il primo tatuaggio.
Certo che non mi aspettavo di andare a prendere l'appuntamento alle 11 del mattino per le 2 del pomeriggio stesso.
In fondo sono una donna, ho il ciclo ogni 28 giorni e mi faccio la ceretta all'inguine. Sono preparata al dolore.
Alla fin fine non ha fatto tanto male. Mentre torno verso casa dolorante, fumando la sigaretta della vittoria, ascolto un po' di musica buona. Musica che mi fa ricordare di altri paesaggi nordici, e neve.
La rosa dei venti stilizzata (e se qualcuno mi dice che somiglia ad una croce celtica gli sputo in un occhio) pulsa rossa sulla schiena, proprio sotto al collo. Semplice, nessun ghirigoro particolare, magari un po' triste e austera, ma essenziale.
Piove e io sono senza ombrello. E penso alla prima cosa indelebilmente visibile. E penso al significato di una cosa indelebilmente invisibile.
Viaggio. Amicizia. Amore.
Oh yeah.


Soundtrack: "I've got you under my skin" - Frank Sinatra

domenica 5 dicembre 2010

Blue Train

Per la prima volta in 8 mesi ho interrotto i post, dimenticandomi completamente di questo blog di merda per un paio di settimane.
Eppure di cose ne sono successe degne di nota (almeno per lo standard di avvenimenti della mia vita). Ho marciato sotto neve e vento insieme a qualche migliaio di persone su una sopraelevata, lungo i binari della stazione, per le strade della città. E di insulti ne ho presi parecchi, ma pazienza, non si può pensare di fare una frittata senza rompere le uova. Vai in pace, automobilista incazzato.
Ho partecipato ad assemblee, presidi, volantinaggi, ho impiegato una mattinata intera per scrivere un volantino di merda che nessuno si è filato. Magari però neanche a Marx se lo filavano quando era giovane..a parte il fatto che lui a 21 anni già pubblicava, ma erano altri tempi. Non c'erano internet e i blog, tanto per cominciare. E neppure la wii. Povero Carletto.
Alla fin fine ultimamente la mia vita si ferma qua. Alla lotta politica. Fino a qualche mese fa ero un cuore infranto. Ora sono tornata la scassacazzi di prima, solo ulteriormente inacidita, presuntuosa e in cerca di rissa. Avrò mica bisogno di trombare?
A proposito di ciò..ho come l'impressione che ci stia ricascando..che ho avuto la pessima idea di conoscere un ragazzo classe 1983 (stessa pessima annata del famoso precedente). Che questo ragazzo è amico della mia coinquilina, anzi la mia coinquilina è la manager del suo gruppo. Gruppo nel quale questo ragazzo suona magnificamente il sax. Ragazzo che ieri mi ha regalato un meraviglioso cd di Coltrane.
Se ci ricasco sto giro giuro che mi taglio la testolina con un temperino.
Bentornata a me.

Soundtrack: "Blue Train" - John Coltrane

venerdì 19 novembre 2010

November Rain


E che dire di questo novembre che scivola via, come quelle fastidiosissime goccioline di pioggia che ti entrano ovunque per miracolo divino, manco girassi nuda per strada?
Scivola via, come un litro del mio sangue, finito nelle saccocce della FIDAS poco fa. Così, tanto per passare un pomeriggio alternativo e guadagnarci un buono gratis al bar.

Scivola via una volta per tutte, come i suoi sms, che dopo mesi e mesi mi sono finalmente decisa a cancellare. Dopo una catartica lettura ad alta voce, e un sentito vaffanculo finale.

Scivola via, e io mi lascio un po' scivolare con lui. In annoiata contemplazione di quello che viene.
Che sarà, sarà.
Soundtrack: "November Rain" - Guns 'n' Roses


giovedì 18 novembre 2010

Beautiful Days

Il giorno che ne farò una giusta, dio griderà al miracolo.

Peccato che i miracoli non esistano. E se è per questo neanche un dio che possa gridarli.
Da ciò ne consegue che con ogni probabilità non ne farò mai una giusta.
Amen


Soundtrack: "Beautiful Days" - Venus

domenica 14 novembre 2010

Cigaro

Disgusto, rabbia, depressione, stanchezza, disgusto, mal di gola, sigarette, troppe parole e poca azione, disgusto, assemblee vuote, volantini non letti, "pompieri" della situazione, disgusto, dubbi, disprezzo, ambiguità, affanculo le rappresentanze ufficiali, dirigenti e controllori, controllati non coordinati, quale coordinamento boh.
Disgusto.

Questa è politica.
Questa è la vita. La mia.


Soundtrack: "Cigaro" - System Of A Down

mercoledì 10 novembre 2010

Don't Stop Me Now

E, come spesso accade nella vita, l'unica considerazione che valga veramente la pena fare è:
"uno in meno".


Soundtrack: "Don't Stop Me Now" - Queen

martedì 9 novembre 2010

TNT

Vento che ulula fuori dalla finestra nella notte genovese.
Lampada ikea che illumina fioca ma non troppo il salotto e il tavolo al centro.
Suddetto tavolo ingombro di computer di tre coinquiline. Tabacco filtrini e cartine sparsi. Tazze di tè,biscotti,uno sgrassatore (ma cosa ci farà poi qui..?) e due barbapapà raccattati in un autogrill sulla strada Bergamo-Genova. Un posacenere pieno di mozziconi e con tre sigarette rollate fumate a metà. Perché mi dimentico di finirle. Libri di Diritto del Lavoro e contratto collettivo nazionale dei giornalisti (il riassunto scaricato ovviamente) aperti su pagine un po' a caso.
Lettore mp3 acceso su canzoni toste e motivazionali e pocket coffee per quella "carica in più".
Esame? Domani alle 15 in dipartimento.
Nottata? Si appresta ad essere mooolto lunga.
'Cause i'm TNT dynamite!!


Soundtrack: "TNT" - AC/DC

giovedì 4 novembre 2010

My Generation

Bollettino di guerra:
Conclusa seconda settimana senza acqua calda né riscaldamenti. Pentolate d'acqua scaldate sui fornelli e sfruttamento di docce di amici vari per ovviare al problema.
Ieri, mentre con le mie due coinquiline, il ragazzo di una e un altro nostro amico, cerco di cucinare sulle dannate piastre elettriche, salta la corrente. Ci affacciamo sul pianerottolo e veniamo a sapere che anche nell'appartamento di fronte non c'è corrente. Negli altri appartamenti non si riscontra questo problema.
In nessun modo riusciamo ad agire sugli interruttori degli appartamenti. La pasta nell'acqua si avvia a scuocersi,grazie alle fantastiche piastre ELETTRICHE rimaste senza energia.
Vengo mandata in spedizione in un cunicolo sotterraneo (dato che vivo in un chiostro del '300) per raggiungere l'interruttore generale, e provare a spegnerlo e riaccenderlo. Sperando di risolvere.
Lo trovo. Abbasso la levetta. Si alza un boato di bestemmie dal piano superiore. Faccio un salto dalla sorpresa, finendo con la testa in una ragnatela bella grossa. Rialzo la levetta e riguadagno velocemente la via per gli appartamenti. Un ragazzotto alto e grosso mi viene incontro a grandi passi.
"Ma sei stata tu a staccare la corrente?"
"Essì, siam rimasti senza corrente.."
Non finisco la frase che gira i tacchi e si allontana imprecando. Riconosco l'appartamento verso cui si sta dirigendo. Il criceto nel mio cervello si blocca sulla ruota. Gli urlo:
"Ma stavate giocando a PlayStation?"
"Sì cazzo"
Il criceto casca in avanti.
"Eh,CAZZI VOSTRI!"
"Ma vaffanculo!"
"Ma VAFFANCULO TE!"
Sbam. Sento la porta sbattere. Mi fermo tre secondi rossa in faccia e ancora incredula dalla "conversazione". Attraverso il corridoio un po' imbambolata, passo davanti la porta del ragazzotto e inizio a salire le scale verso il mio appartamento. Mi fermo al terzo scalino. Torno indietro. Suono all'appartamento. Il ragazzotto mi apre.
"No scusa..tu e i tuoi amici siete incazzati come animali perché ho interrotto la vostra partita a PlayStation?"
Momento di pausa, il ragazzotto mi guarda con un'espressione un po' stupida. Non gli do il tempo di rispondere,non mi sembra necessario.
"MA VAFFANCULO!!!"
Mi piace ribadire le cose.

Mi piacerebbe ribadire anche che ho 21 anni,una laurea più lontana del previsto, e che studio 800 chilometri lontana da casa.
Che questo mi è permesso grazie ad una borsa di studio "vinta" per reddito e poi mantenuta per merito. Che comunque non devo prostrarmi a chiedere grazie a nessuno, perché non chiedo l'elemosina, ma solo i diritti che mi spettano.
Che grazie alle ultime leggi da quest'anno con ogni probabilità saremo fortunati a vedere la metà dei soldi della borsa di studio. Quella che ci spetterebbe.
Che i miei amici appena laureati non trovano un lavoro consono ai loro studi perché c'è crisi.
Che non trovano un lavoro manuale qualsiasi perché hanno sì una laurea, ma non hanno mai lavato piatti né servito ai tavoli. E quindi non sono adatti.
Io non capisco davvero se son troppo pesante. Se esagero i problemi. Ma vedo tanta rassegnazione intorno a me. E tanta paura.
E poi vedo queste scene. Ventenni che passano il giorno giocando, bevendo e cazzeggiando. Che danno un esame ogni tanto, così per passare il tempo. Che non si preoccupano se non di trovarsi una figa da trombarsi nel week end.
E poi mi chiedo perché sono single.
Questa sì che è una guerra.


Soundtrack: "My Generation" - The Who

giovedì 28 ottobre 2010

Bridge Over Troubled Water

Quanto suona triste, patetico e fuori luogo, se adesso scrivo che

avrei davvero tanta voglia di un abbraccio.

Mi serve un pupazzo. Quelli umani li ho finiti.


Soundtrack: "Bridge Over Troubled Water" - Simon & Garfunkel

mercoledì 27 ottobre 2010

Be Yourself

Dedicato a molti miei conoscenti che ho provato con scarsi risultati a considerare amici. Alle decine di volti anonimi con marchi famosi. A quelli che sanno cosa vogliono,ma ancora non hanno capito che non lo avranno. A te che non mi vuoi nel tuo mondo.

Chiedo scusa se non ho un fisico da modella e non porto i tacchi.
Chiedo scusa se non ho un portamento "british" e una voce da usignolo.
Chiedo scusa se non sono né fine né elegante.
Chiedo scusa se non sono mai andata in India, e se non me ne frega niente di vedere New York.
Chiedo scusa se non guardo il Grande Fratello.
Chiedo scusa se parlo di politica, che lo so che è maleducazione.
Chiedo scusa se non sono la ragazza matura e intelligente da relazione seria.
E chiedo scusa se sono una ragazza matura e intelligente e non va bene lo stesso.
Chiedo scusa se non so essere contemporaneamente maiala e santa a letto, che ancora non ho capito come si fa. Preferisco la prima.
Chiedo scusa se sono strana ma non "speciale", qualsiasi cazzo di cosa voglia dire.
Chiedo scusa a te, per aver stupidamente provato ad entrare nel tuo cerchio, per te, nonostante mi dicessi che quelli come TE non stanno con quelle come ME.
Chiedo scusa se sono una perdente.
Chiedo scusa se sono invisibile.
E chiedo scusa se mi piace essere come sono.
Perché tra noi invisibili, nel nostro piccolo mondo, ci vediamo e ci riconosciamo anche senza gli occhiali D&G.


Soundtrack: "Be Yourself" - Audioslave

sabato 23 ottobre 2010

Lo Shampoo

Se non si può dire neanche "onanismo" in radio, anche se questa è una radio di ragazzi delle superiori, qua ci si toglie il sale della vita.
Se discuto di politica con un amico, cosa tra l'altro che facciamo praticamente tutti i giorni, non posso perdere lucidità e prendermela sul personale. E incazzarmi come una biscia.
Se a fine mese sto normalmente senza soldi, non posso spendere 5 euri per "Critica dell'economia politica" di Marx (maledetta Feltrinelli),quando ho già sul comodino 4 libri e quando l'unico libro che dovrei veramente leggere è quello dell'esame di economia politica (e non marxista) perché prima o poi dovrò anche laurearmi. Che poi mi piacerebbe capire come ho intenzione di comprendere Marx e non il libro dell'esame. Mah,misteri della fede.
Se anche questo week end sono sola in casa non posso deprimermi,cazzo. Io poi sto bene da sola, adesso non ho capito perché è diventato un problema. Mi faccio dei fantastici discorsi da sola. Certe arringhe fenomenali! E che non mi si passi per psicopatica. Tutti parlano da soli, l'unica differenza è che c'è chi lo fa con più discrezione. E io non sono discreta proprio in niente. Quando ho il ciclo,mediamente è la prima cosa che dico alle prima 5 persone che incontro. Anche al barista,se è abbastanza sfortunato.
Un ultimo se..
SE quelle merde di burocrati dell'università non mandano un fottutissimo idraulico perché tutti gli appartamenti di noi poveri studenti terroni negri zingari e musigialli siamo senza acqua calda da 3 giorni, questa è la volta buona che organizzo una rivolta. Che poi l'inverno è arrivato per tutti tranne che per loro, visto che non hanno neanche provato ad accendere ancora i termosifoni. BIOPARCO!! (citazione di Elio,provate ad arrivarci per assonanza)
A questo punto direi che vado a mettere un paio di pentole sulle piastre (manco dei fornelli decenti,non sia mai che ci diamo fuoco per protesta), così vedo di lavarmi. Che sarò pure terrona, ma in questo paese civile che è l'Itaglia non posso mica farmi riconoscere subito dall'odore.


Soundtrack: "Lo Shampoo" - Giorgio Gaber


Sugar

Considerazione inutile:

Quando imposti la tua vita al cazzeggio, quando ti diverti a fare il clown della compagnia, prima o poi ti rendi conto (tardi e male) che nessuno ti prende più sul serio. Neanche tu stesso.


Soundtrack: "Sugar" - System Of A Down

mercoledì 13 ottobre 2010

Dream On

C'è sole e niente vento. Facciamo un banchetto davanti la facoltà. Distribuiamo volantini sul caro prezzi dei libri e degli affitti agli studenti. Il programma del cineforum. Molti prendono i volantini,ma altri si fermano addirittura a parlare. Chiedono informazioni,si interessano. Qualcuno,incredibilmente, è di giurisprudenza.
Inizio lo stage in radio. Dalla riunione di redazione esce fuori gente giovane e appassionata,con tanta tanta voglia di sbattersi. La libertà "editoriale" è praticamente totale, nessuna pressione dall'alto,e i lavori che mi vengono assegnati vanno ben oltre il portare il caffè. Sono parte attiva di qualcosa di interessante e che funziona. Meglio ancora,dopo questo stage potrei avere la possibilità di essere assunta. "Pagata".
Ho sentito il mio vecchio "amico-nemico". Ha capito i suoi errori e mi ha chiesto scusa. Io ho capito che non ho più nessun interesse nei suoi confronti,se non quello di mantenere un'ottima amicizia.
Va tutto bene.
E stranamente fuori nevica. Mi affaccio alla finestra e non vedo più il vento e la pioggia degli ultimi giorni. A dir la verità non vedo più Genova. Vedo alberi,foreste,e laghi. E tanta neve. Ci sono venti gradi sotto zero mentre osservo la mia Finlandia, e fa un freddo cane. Ma che calore.

Poi è suonata la sveglia.


Soundtrack: "Dream On" - Aerosmith

lunedì 11 ottobre 2010

Can't Repeat

Coi gomiti sulle ginocchia,siedo e guardo non so in che modo il bagnoschiuma di fronte a me. Non so perché mi attira col suo verde fosforescente e la scritta Palmolive rivitalizzante. E’ pieno per metà. O vuoto per metà,a seconda che voi siate dei pessimisti o dei pessimisti male informati.Il motivo per cui quel bagnoschiuma Palmolive rivitalizzate si trova qui di fronte a me è perché il suo predecessore,non un Palmolive ma un non-mi-ricordo-che-marca, è finito. Ergo,si giustifica la presenza del successore per questioni chiaramente igieniche. Solo che questo successore in realtà esisteva nella mia doccia da ben prima che quella diventasse la temporanea dimora del non-mi-ricordo-che-marca. Perché quando sono tornata a casa qualche settimana fa ho fatto la classica spesona del “sono appena tornata,non c’ho manco la carta igienica per pulirmi il culo”. Senza ovviamente ricordare che da luglio era rimasto ancora per metà inutilizzato il Palmolive rivitalizzante. Ora,il suddetto Palmolive rivitalizzante non so come mi guarda,non so perché fa fare strani voli pindarici alla mia mente rincoglionita. E penso che l’ultima volta che l’ho usato c’erano 30 gradi e il bagno era pieno di sole. Se mi fossi fermata qui,sarebbe stato ancora ancora un pensiero “normale”. Magari anche piacevole. Ovviamente la mia mente rincoglionita è andata di volo pindarico in volo pindarico,fino ad entrare in un libro di Crichton: “Ah,se potessi tornare indietro nel tempo”.Quante cose non-rifarei/rifarei, non-direi/direi..

Che poi alla fine son tutte cazzate. Il senno di poi può solo servire se,combinato con una macchina del tempo che funzioni,si possa tornando indietro cambiare i numeri da giocare al lotto,conoscendo l’estrazione futura.Più o meno per la gran parte di tutte le altre azioni abbiamo motivazioni logiche o sentimentali per averle fatte. Erano buone per quel tempo. Buone per quelle persone che eravamo. Perché poi il tempo inesorabilmente passa, e il Palmolive rivitalizzante che già a luglio ha lavato la mia pelle,non laverà la stessa persona stanotte.

Ecco il risultato di andare in bagno senza riviste.


Soundtrack: "Can't Repeat" - Offspring