"That's the whole trouble. You can't ever find a place that's nice and peaceful, because there isn't any. You may think there is, but once you get there, when you're not looking, somebody'll sneak up and write "Fuck you" right under your nose."
J.D. Salinger

venerdì 25 giugno 2010

Where Are You Going?

E poi può succedere che un giorno,mentre sei impegnata a fare tutt'altro,ti capiti improvvisamente di pensare. In un modo del tutto infame e senza preavviso,ti si catapultano davanti agli occhi dei simboli,e nelle orecchie senti il bisbiglio del criceto nel tuo cervello,che ha deciso proprio oggi,e proprio questo momento di svegliarsi e riaprire l'attività.
Penso a me che per un sarcastico e finto "anche io ti voglio bene" ho riperso la testa e ripreso pericolose speranze. Penso a quel ragazzo,che invece mi proclamava amore incondizionato,e credendoci sul serio,ma che ho rispedito a casa come un pacchetto arrivato all'indirizzo sbagliato. E penso a te,che del mio di amore non te ne fai proprio un bel niente,e che forse ti stai angosciando,anche tu,o ti angoscerai dietro qualcun'altra che non può,che non vuole darti quello che potrei darti io. E capisci che prima o poi anche tu dovrai accontentarti,un giorno sarai stanco di questa giostra e penserai di riposarti solo per un giro,uno solo,ma salta quello ragazzo,e perdi tutti quelli dopo. Ti ritrovi con una famiglia e con qualcuno affianco e una mattina ti sveglierai e voltandoti sul cuscino ti renderai conto che non hai la più pallida idea di chi sia questa persona.
E d'un tratto ti chiedi: ma dove cazzo sto andando?
E tutte queste persone,che mi camminano a fianco,che mi passano davanti,loro forse sanno dove stanno andando?E i miei amici,le persone che conosco,le persone che appena saluto,loro lo sanno?
C'è un qualcosa che deve ancora succedere,dopo il prossimo esame,la fine della corsa,dopo la cena,dopo il prossimo messaggio che mi manderai,dopo il prossimo a cui non mi risponderai?
Non ne ho la minima idea. Ma io qualche altro giro di giostra bendata me lo faccio volentieri.



Soundtrack: "Where are you going?" - Dave Matthews Band

venerdì 18 giugno 2010

The Bad Touch

In questo venerdì sera passato a casa,perchè, sad but true, al momento non ho amici "disponibili",scrivo sto post solo perchè non c'ho un cazzo da fare. Fosse per me starei in giro a bivaccare allegramente col culo su un marciapiede sperando di prendermi una bella sbronza con tanto di positive vibes,ma così non è,e pazienza.
E allora mi ritrovo,guarda caso,a pensare al sesso. Non tanto nel senso di farlo,cosa che comunque mi capita spesso ultimamente,e pace all'anima mia visto che sono tornata ad abitare una camera in doppia e comunque tanta fauna maschile appetibile all'orizzonte non se ne vede.
Pensavo a quanto se ne parli in giro,che sia sulla rete o per strada,come se fosse una filosofia o che so io. Tra l'altro io sono una di quelle ragazzette che ha sempre parlato sfrontata di sesso anche quando non sapeva neanche la meccanica della cosa,solo per il puro divertimento dello scatenare sconcerto mostrandomi la disinibita che non sono mai stata (e che ora un pò sono diventata,erasmus docet).
Poi,dopo aver scoperto (neanche tanto tempo fa) effettivamente di cosa si trattava,ho continuato sempre peggio sulla strada del turpiloquio sessuale,anche perchè (finalmente!) potevo farlo con cognizione di causa. Adesso però ci sono delle volte in cui mi secca terribilmente il fatto che nella REALTA',e non solo nelle parole di una ragazzina ormai cresciuta,il sesso abbia sul serio un importanza enorme.
Per chiarirci: non sto programmando di chiudere bottega e ritirarmi in clausura a redimermi dei miei peccati. Non scherziamo neanche. Eppure l'atto in sè,che è facile come andare in bicicletta (a meno di strane evoluzioni circensi), si porta dietro un miliardo di casini,che forse in parte sono dovuti anche a tutto il parlare prima,dopo e pure durante che se ne fa.
Insomma,alla fine due cose sono chiare: che non ho la minima idea di cosa cazzo ho scritto fin qui,e che ho una voglia di scopare allucinante.
E ovviamente sto passando il venerdì sera al pc a scrivere di sesso.


Soundtrack: "The Bad Touch" - Bloodhound Gang

martedì 15 giugno 2010

School

Esilaranti esami universitari.
Studentessa che si presenta con una preparazione scandalosa e una faccia da culo ancora peggio.
Faccia da culo che,insieme ai voti complessivi precedentemente accumulati sul bischero libretto, le vale un ennesimo 28 per l'ennesimo esame fuffa.
Non so se ho provato più vergogna per me stessa,o per il professore. Nessun moralismo ipocrita dell'ultim'ora,figurarsi,l'università è una giungla,e più riesci a fregare il prossimo (professore) più possibilità di sopravvivenza accumuli.
Certo che alle volte ti verrebbe proprio da ridere in faccia al prof,quando spara voti assurdi solo perchè magari sei una ragazza,parli in un certo modo,ostenti sicurezza e aprendo il libretto nota "beh,vedo che lei è una BRAVA,ha tutti voti alti". E certo coglione,basta prendere i primi 2-3 esami bene e poi campi di rendita! Tutti a far lo stesso ragionamento. Bella storia.
Anche se vedo che succede in genere sempre con professorI. Le professoresse tendono ad essere più "attente" e "coscienziose",per non dire "bastarde",che poi è il termine che usiamo tutti.
Come il vigile che non gliene frega niente,mentre la vigilessa non se ne fa passare una neanche se la implori in ottomano. Poi magari un pochino se lo merita pure che le si urli dietro "ti ci vorrebbero proprio due cappellate!". Questa non è mia,ma da quando me l'han raccontata oggi giuro che non riesco a smettere di ridere (e tra parentesi,per come sto ingrifata ultimamente,un paio di colpi buoni ci vorrebbero anche a me,altro che alla vigilessa,porcaputtanaeva).
O come le ragazze,che di solito (e sottolineo "di solito",essendo per esempio già la sottoscritta tendente all'eccezione),non vanno a sbandierare pseudo-conquiste sessuali ai quattro venti di facebook.
Diversamente da qualcunO,che se ne vanta allegramente con tanto di frase fiera sul profilo internettiano. Benissimo,vuoi anche farci la telecronaca della trombata?Foto del preservativo usato?
Bah,noi ragazze abbiamo un'altra serietà. Trombiamo e poi sputtaniamo l'uomo tra di noi,l'uomo FORSE tromba ed è un evento da "ola" su fb. Ma va a cagare!


Soundtrack: "School" - Nirvana

domenica 13 giugno 2010

Who wrote Holden Caulfield?

If a body catch a body,coming through the rye..
Raccontare troppe cose finisce per essere deleterio.
Ci sono sfumature,quelle importanti,che gli altri non capiranno,perchè il mondo non capisce e non vuole capire. E quello che potranno dire non servirà a cambiare quello che senti,e probabilmente neanche a farti razionalizzare quello che ricordi. Ci sono cose che, dopotutto, forse varrebbe la pena tenersi per sè.
Lui siede alla scrivania,dandole le spalle,la schiena leggermente curvata per la concentrazione. Guarda fisso lo schermo luminoso del pc,con quanta concentrazione lei non lo sa,perchè non riesce a vedergli la faccia. Lui alza la mano al viso aggiustandosi gli occhiali da vista. Li porta solo in casa gli occhiali, il resto del tempo,quando è in pubblico, usa le lenti a contatto. Lui non sa quanto lei adori quel rapido gesto con cui tocca la montatura degli occhiali,con una noncuranza e una grazia che,inspiegabilmente,le trasmette una sensualità pazzesca.
E lei,stesa sul letto,ad osservarlo senza sosta,famelica,non desidererebbe altro che alzarsi,raggiungerlo alle spalle come una ladra o un'assassina,e rubargli un abbraccio, cingendogli le larghe spalle a tradimento ed affondando il viso nei suoi capelli neri. Ma non lo fa. Ci sono cose che non c'è permesso fare,ma solo sognare e immaginare. E' in questa melma di sogni e fantasie irrealizzate che giorno dopo giorno,qualcosa in noi inesorabilmente affonda,e muore lentamente.
E a cosa è servito scrivere queste parole? E' servito forse ad un'amica ora lontana,che non dovrà sorbirsi un altro sfogo,almeno per qualche tempo. E' servito soprattutto a ricordarmi,con l'antica e familiare sensazione di un pugno nello stomaco, quanto lui mi manchi. Aveva ragione il giovane Holden:

"Don't ever tell anybody anything. If you do, you start missing everybody."

Beata ignoranza,non sai quanto manchi alla nuova me.


Soundtrack: "Who wrote Holden Caulfield?" - Green Day

mercoledì 9 giugno 2010

I Will Survive

Ho ufficialmente le palle.
Direi che ormai è un fatto,perchè per come mi stanno girando in questi giorni è evidente che di sole ovaie e mestruazioni non si può trattare. No no,non sono solo una donna mestruata,mi sono proprio cresciute le palle,e hanno iniziato a girare talmente veloce che mi sembra anche strano di non aver ancora preso il volo,in stile elicottero.
Una volta una mia amica m'ha fatto notare con un certo scazzo che troppi termini e modi di dire sono fatti solo per i maschi. Del tipo: "è pisellabile". Eh beh,signori,noi donne che dovremo dire? "E' vaginabile"?? Suona male,ma da allora sta mia amica si è impuntata ed ha sempre usato "vaginabile",con la variante inglese "pussyble" (o qualcosa del genere).
Comunque,genere maschile o femminile che sia,è ufficiale che queste sono palle che girano.
Per certi versi potrebbe anche essere positivo,potrei avere questo ventilatore portatile in mezzo alle gambe,farmi rompere i coglioni a caso da qualcuno e premere il tasto ON. Venticello in arrivo.
Dall'altro lato,questo giro di giostra continuo potrebbe crearmi qualche problema. Cioè,ho già i miei casini e stress vari per il cervello,e ora mi metto anche a mandare a fare in culo la mia coinquilina,il mio vicino di casa,la squadra di calcetto,il muro e la mia immagine allo specchio,e solamente perchè (attenzione,GROSSA rivelazione) quello che più vorrei mandarci a fare un giro è lontano,e meglio così,perchè tanto mi mancherebbero le palle. Sì,proprio quelle che mi stan girando ora,ironia della sorte. Escono fuori solo quando non servono,le maledette. Un pò come gli uomini insomma. Spuntano proprio quando non li stai cercando,e quando ne avresti bisogno: puff! spariti. Almeno noi donne possiamo difenderci incolpando le mestruazioni,abbiamo dei periodi e quelli sono,punto,stop. Non è vero per niente che noi donne siamo difficili. Sono gli uomini ad essere incredibilmente complicati. Sono dei veri rompicapi. O rompicoglioni,tanto per restare in tema.


Soundtrack: "I Will Survive" - Gloria Gaynor

sabato 5 giugno 2010

Take it Easy

Salve.
Sono il contabile Bernardo Soares,uomo disilluso e malinconico,teso tra il desiderio di volare via e la fatidica immobilità dell' essere "nulla".
Salve, sono Arturo Bandini, giovane scrittore squattrinato,con tante speranze ma l'impossibilità di creare la realtà che desidero, costantemente in bilico tra ciò che realmente sono e ciò che sogno di essere.
E io sono io,che passo le giornate alla Feltrinelli,stravaccata (s)comodamente su una poltrona a caso,leggendo libri a scrocco perchè,se dovessi comprare tutti i titoli con cui ho riempito la mia moleskine,dovrei andare a dare il culo per strada.
Da ragazzina leggevo abbastanza. Soprattutto dai 13 ai 15 anni credo di aver passato il 90% del mio tempo chiusa in camera a leggere. Ero abbastanza nerd e sfigata. Lo sono anche adesso,ovviamente,con la differenza che ora lo accetto come un lato della "fantastica me" che sono diventata, e non me ne faccio un problema. C'è chi nasce vincente,e c'è chi è perdente per natura o slancio. Io appartengo alla categoria dei perdenti, e "lo rivendico con orgoglio!".
Erano circa 9 mesi che praticamente non toccavo un libro. L'ultimo è stato "Il contrario di uno",di Erri De Luca. Poi sono arrivate le nevi finniche e la vodka in compagnia a distrarmi. Ero felice,e non avvertivo il desiderio di leggere.
Ora che sono pseudo-depressa,oberata dallo studio e dalla noia,sono presa da una febbrile smania di sfogliare pagine,leggere copertine,annusare biblioteche. Sono tornata ai miei 14 anni. Ci torno sempre,per un periodo ogni anno. Solo che quest'anno,la "caduta" è avvenuta da molto più in alto. E' difficile andare in Ferrari per 9 mesi e poi tornare alla bici. Che poi non è detto che sia totalmente negativo. Ci sono tante cose da apprezzare delle pause,della lentezza. Una riflessione di lirica amarezza di Pessoa, un'occhiata al mondo crudo e disincantato dei personaggi di Fante o di Bukowski, e magari una chiaccherata con un perfetto sconosciuto al bar della libreria.
In ogni caso,questa è la vita vera. Direi che poteva anche andarmi peggio.


Soundtrack: "Take it Easy" - Eagles

mercoledì 2 giugno 2010

Aida

Soldati israeliani attaccano nave di pacifisti,intenti a cercare di forzare il blocco navale imposto su Gaza. 10 morti,centinaia imprigionati in attesa di espulsione.
Studentessa 21enne emigrata e senza speranze in un futuro lavoro decente commette strage negli uffici burocratici dell'università. Non volevano accettarle determinati documenti di ritorno dall'Erasmus.
Non ci fate caso. Sto facendo prove di giornalismo per il mio prossimo esame (e si spera la mia futura professione).
La prima notizia è vera,la seconda potrebbe avere un futuro se la velocità con cui mi stan girando i coglioni (e scusate il francesismo) continuerà a superare quella dei neuroni.
Ultimamente sto passando più tempo a urlare indiscriminatamente contro muri,telegiornali,persone a caso,che non a grattarmi la pancia. Il che è tutto dire.
C'è anche da dire che quando leggi di certe notizie ti verrebbe voglia di saltare e buttarti a terra sperando col peso di capovolgere il mondo..forse così tornerebbe al suo equilibrio naturale.
Se fa schifo la reazione di Israele (solo l'ultima di innumerevoli),cosa si può dire de Il Giornale,che il giorno dopo il massacro è stato capace di titolare: "Israele ha fatto bene a sparare". Certo. Avrebbe fatto bene a spararti nel culo,caro il mio direttore.
Ovviamente,siamo un popolo talmente assuefatto ad uscite del genere,tra il pacchiano e l'ignobile,che il fatto non costituisce di per se uno scandalo. Figuriamoci.
Siamo talmente abituati a sottostare a certe costruzioni verbali e sociali (e non dico "ideologiche" perchè quelle in pratica son scomparse),che riusciamo benissimo a digerire titoli del genere al mattino pucciando il cornetto nel cappuccino.
Siamo talmente rassegnati a subire la propaganda,gli insulti all'intelletto,la gerarchia di mignotte e raccomandati,che passiamo incessantemente la vita in coda da un ufficio all'altro,a disboscare l'Amazzonia con fogli burocratici che finiranno nel caminetto in pochi giorni,e lamentarcene è diventato un passatempo,più che un'azione razionale.
Ma alla fine il popolo italico è solo un modesto esempio del circo lunatico di questo mondo.
Nessun problema,per quanto possiamo impegnarci ci sarà sempre qualcuno più forte di noi che farà più casini in giro,attirando l'attenzione. Noi siamo "brava gente". Ce la prendiamo anche nel culo senza fare troppe storie,finchè ci sono i mondiali. Che culo.


Soundtrack: "Aida" - Rino Gaetano